Come aumentarne efficienza e durata di un manometro

I manometri vengono installati all’interno di un impianto, dove sia necessario controllare la pressione. Si tratta di strumenti semplici da usare, con un costo iniziale contenuto e nessuna necessità di gestione. I manometri sono però caratterizzati da una possibilità di sopportare sovraccarichi limitata. Per questo possono essere combinati con accessori che ne migliorano l’efficienza e la durata.

Uso dei manometri

A valle di pompe e riduttori di pressione, il manometro serve a misurare la pressione per verificare che i parametri di processo siano rispettati.
A monte delle valvole di sfioro, invece, prima ancora che per controllare la pressione, serve per tarare la valvola stessa.
Il manometro può essere installato anche su di un filtro, per verificare la pressione del fluido e rilevare un eventuale intasamento.
La misurazione della pressione può essere effettuata anche da strumenti diversi, come il pressostato, che può anche inviare il dato a remoto, o sensori che insieme alla pressione rilevano anche la temperatura, come il PTM di ASV Stubbe, che è dotato di un relé che gestisce lo spegnimento automatico della pompa.

Come rendere il manometro resistente alle condizioni più estreme

All’interno degli impianti industriali il manometro può essere esposto a condizioni gravose.
Un primo fattore di stress per questo strumento è dato dai picchi di pressione che si possono verificare quando le valvole ad azionamento rapido lungo il percorso del fluido si aprono o chiudono.
In caso di forti vibrazioni o colpi d’ariete, per proteggere il manometro da eventuali danni è utile installare a protezione del manometro una valvola salvamanometro. In alternativa è possibile riempire lo strumento con glicerina o olio siliconico. La glicerina può essere utilizzata quando le temperature oscillano tra i -20 °C e i 70 °C, per le altre temperature è necessario scegliere l’olio siliconico.
In molti casi le criticità non vengono dalle sollecitazioni meccaniche, ma dalla presenza di liquidi aggressivi come l’acido solforico.
In caso di liquidi corrosivi, è molto importante che le parti del manometro che vengono a contatto con il mezzo siano resistenti alla corrosione.
In queste condizioni è utile aggiungere ai manometri un separatore a membrana, che trasferisca la pressione del fluido al manometro senza che ci sia un contatto con esso.
Il separatore permette di utilizzare il manometro anche in processi con fluidi corrosivi, negli impianti chimici e galvanici.
Il separatore in plastica MDM 902 è composto da una parte superiore in PP caricato in fibra di vetro e da una parte inferiore in materiale plastico; a seconda della corrosività del fluido sarà possibile scegliere tra PVC, PP o il più resistente PVDF, che resiste a quasi tutti gli acidi organici e inorganici, alle soluzioni saline e ai solventi.
La membrana è realizzata in EPDM con rivestimento in PTFE dal lato del fluido.

Come installare il manometro

Il montaggio di un manometro è semplice, ma richiede alcune accortezze. Il manometro va installato in verticale, perché se viene installato in orizzontale la lancetta non indica correttamente il valore.
Naturalmente prima dell’installazione (e dell’acquisto) è indispensabile verificare che il manometro sia adatto al range di pressione che dovrà misurare e mettere in atto i necessari accorgimenti per aumentare la resistenza dello strumento.

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Sversamento e sicurezza: i sensori di livello

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Lo sversamento di liquidi nel settore industriale può essere causa di incidenti anche gravi. Il pavimento sdrucciolevole bagnato è causa di numero elevato di infortuni sul lavoro.

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Sonda di misurazione capacitiva CLS per vasche di contenimento

sensore di livello capacitivo

sonda di livelloLa sonda di misurazione CLS dedicata a vasche di contenimento e serbatoi a doppia parete rileva in modo affidabile le perdite del contenitore.

Si installa e si avvia facilmente ed è adatto all’uso con sostanze corrosive e pericolose.
Basandosi sul principio capacitivo, non è soggetto a usura.

La sonda può essere applicata su contenitori aperti o chiusi ed è adatta a liquidi conduttivi o non conduttivi.

Quando viene rilevata la presenza di liquido nella vasca di contenimento, viene trasmesso un segnale che può azionare un dispositivo d’allarme. È possibile impostare anche due diversi livelli di sensibilità del sensore.

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Sensore di livello capacitivo CGS

Sensore di livello troppo pieno

Il misuratore di livello troppo pieno CGS permette di evitare che i contenitori si riempiano troppo e tracimino.
Può essere installato su contenitori aperti e chiusi, in metallo o in altri materiali.

Questo misuratore di livello è semplice e affidabile anche nel caso di liquidi aggressivi e corrosivi: essendo basato sul principio capacitivo, non comporta rischio di usura.

Il sistema è formato da un trasduttore di misurazione e da due elettrodi integrati nella punta del sensore di livello. Questo creano un campo elettrico che si modifica non appena l’ambiente circostante non è più costituito da aria, ma da un liquido.

Quando si verifica questa variazione, viene inviato un segnale in modo che sia possibile intervenire prontamente.

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Valvole di sfioro nella produzione di prosecco

valvole di regolazione

Nella produzione dei vini frizzanti e spumanti si producono gas che devono essere sfiatati per evitare che la pressione all’interno dei serbatoi di fermentazione si innalzi troppo. A questo scopo si possono impiegare della valvole di sfioro, che mantengono la pressione costante.
Il risultato finale è il vino che tutti noi conosciamo, che mantiene le bollicine che lo caratterizzano.

L’importanza del perlage

La quantità e la qualità delle bollicine sono determinanti in un vino frizzante o spumante perché incidono direttamente sugli aspetti olfattivi e gustativi della degustazione: quando la bottiglia viene stappata, il vino passa da una pressione di 4-6 bar alla pressione atmosferica. Il brusco cambiamento di pressione porta l’anidride carbonica a liberarsi attraverso al formazione di bollicine.

Quando le bollicine si dissolvono, lo fanno con un vero e proprio scoppio, che espelle delle goccioline di liquido che vanno a colpire lingua e palato. La CO2, risalendo in forma di bollicine, trascina anche le molecole aromatiche del vino che vengono liberate con grande energia, così che alla piacevole sensazione di pizzicore si aggiunge una esplosione di gusto.
Più le bollicine sono numerose, piccole e veloci nel loro movimento di risalita, più il vino è pregiato.

Come si produce il prosecco

Il prosecco si ottiene da un uvaggio proveniente da diversi vitigni e principalmente dalla glera, un vitigno a bacca bianca che veniva coltivato già in età romana nella località di Prosecco, vicino a Trieste.
Una volta vinificato e filtrato, il vino viene fatto rifermentare aggiungendo lieviti e zuccheri. La rifermentazione avviene all’interno di autoclavi pressurizzate, secondo il metodo Martinotti, e dura circa 15 o 20 giorni.

Nel corso del processo di fermentazione lo zucchero presente nell’uva si trasforma in anidride carbonica, dando origine alle “bollicine” tipiche del prosecco.
Il serbatoio nel quale avviene la fermentazione è chiuso; su di esso vengono montate delle valvole di sfioro che vengono tarate a seconda del risultato desiderato: 2 atmosfere e mezzo per il vino frizzante e 5 atmosfere e mezzo per lo spumante.

Ci sono due diverse possibilità per raggiungere questo effetto. La prima soluzione è quella di raggiungere la pressione desiderata e di mantenerla, l’altra prevede invece di lasciar salire la pressione, per poi farla nuovamente scendere. In questo caso le bollicine si incorporano meglio e il perlage è più fine.
ASV Stubbe propone valvole di sfioro in diversi modelli e dimensioni.

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Ingegneria ambientale e pompe centrifughe

impianto trattamento acqua chimica

L’utilizzo delle pompe è necessario in molteplici applicazioni dell’ingegneria ambientale, basti pensare agli impianti utilizzati per opere medio grandi quali l’approvvigionamento idrico, il trattamento delle acque, le bonifiche dei terreni ed applicazioni più piccole come, ad esempio, i sistemi di monitoraggio in continuo dei fluidi.

Per poter valutare la tipologia di pompa più adeguata ad una determinata applicazione bisogna conoscere sia i parametri che descrivono il fluido da movimentare, tra cui la viscosità, sia i dati relativi allo scopo stesso del lavoro, quali prevalenza e portata.

Parametri fondamentali nella scelta della pompa

Come sopra accennato, un parametro fondamentale relativo al funzionamento delle pompe è la viscosità del fluido da trasportare.

In generale la viscosità non è altro che l’espressione dell’attrito interno di un fluido e misura la resistenza di un fluido allo scorrimento. Si definisce viscosità cinematica il rapporto fra la viscosità dinamica e la densità del fluido stesso.

È importante sapere che viscosità molto alte, come quelle che caratterizzano gli oli, provocano perdite di carico elevate nelle pompe centrifughe. Le pompe volumetriche risultano più adatte a questi utilizzi: una volta selezionata la tipologia di pompa adeguata ad un dato fluido, bisognerà definirne la prevalenza, la portata e la potenza a seconda del sistema idrico in cui dovrà essere installata la pompa stessa.

La prevalenza di una pompa è una grandezza fisica che può essere definita semplicisticamente come la differenza di altezza a cui la pompa è in grado di spingere un certo numero di metri cubi di acqua rispetto all’altezza da cui l’ha aspirata.

La portata, invece, è il volume d’acqua (litri o metri cubi) che può essere trasportato dalla pompa nell’unità di tempo (minuto o ora). Si parla quindi di litri al minuto (l/m) o metri cubi all’ora (mc/h). La potenza della pompa consiste quindi nel lavoro totale, compiuto nell’unità di tempo necessario al sollevamento della portata d’acqua per un dato dislivello e si misura in kW.

A causa del fatto che nel sistema si verificano delle perdite di carico, la pompa dovrà compiere un lavoro maggiore di quello teorico. Considerando le perdite di carico distribuite e localizzate nella condotta si ottiene quindi la potenza utile. Avendo la pompa un suo proprio rendimento, la potenza assorbita sarà maggiore della potenza utile. Quest’ultima viene definita anche potenza meccanica. Il rapporto tra la potenza utile e la potenza meccanica fornisce il rendimento della pompa che risulta quindi sempre inferiore all’unità.

curve caratterische delle pompe

Fig 1: Curva caratteristica di una pompa

Le caratteristiche di funzionamento di ogni pompa saranno indicate dalle curve caratteristiche che legano prevalenza e rendimento alla portata erogata mentre il punto di funzionamento per un dato accoppiamento sistema–pompa, è dato dall’intersezione della curva caratteristica della pompa con la curva che caratterizza il sistema (portata–perdite di carico).

Applicazioni nell’ingegneria ambientale: impianti di trattamento acque industriali

Gli scarichi industriali hanno una composizione variabile in base alla loro origine, che naturalmente dipende dal processo produttivo: in genere gli impianti di trattamento acque sono dotati, a differenza dei sistemi civili, di reticoli fognari separati per la raccolta delle diverse tipologie di reflui (acque oleose, acide e/o alcaline, sanitarie e meteoriche) e questo permette di indirizzare le varie tipologie a specifici trattamenti distinti di depurazione (i trattamenti che producono residui fangosi devono essere gestiti come rifiuti).

I reflui liquidi industriali prodotti sono costituiti in genere da portate medio-basse ma con concentrazioni dei contaminanti a volte anche molto elevate, come ad esempio tensioattivi, oli minerali, fosforo, metalli pesanti, coloranti, altri composti organici o inorganici. L’impiego delle pompe centrifughe, con portata e prevalenza adeguate, risulta fondamentale per il trattamento e la movimentazione dei reflui: come descritto negli esempi seguenti, è conveniente distinguere le applicazioni a seconda del processo impiegato, individuando in principio tre macro-categorie di trattamenti:

• pre-trattamenti e trattamenti e primari: sono processi puramente fisici o meccanici con lo scopo di rimuovere delle sostanze (tipicamente solide) non disciolte e l’eliminazione di elevate percentuali di sostanze sedimentabili e parte delle sostanze in sospensione. Rientrano in questa famiglia processi come la grigliatura, dissabbiatura e disoleazione ma anche la decantazione ( o sedimentazione ), coagulazione e flottazione.

• trattamenti secondari: si basano sull’aggiunta di specifiche sostanze per lo svolgimento di particolari reazioni chimiche; a tale categoria appartengono le reazioni di neutralizzazione (utilizzate per aggiustare il pH dell’acqua), trattamenti biologici, o aggiunta di sostanze per facilitare la precipitazione e per la disinfezione;

• trattamenti terziari: trattamenti aggiuntivi che si rendono necessari per acque particolarmente inquinate. I principali sono l’adsorbimento, filtrazione, defosfatazione, denitrificazione e la sterilizzazione.

trattamento acque industriali

Fig 2: Processo di trattamento acque industriali

Nell’esempio si notano alcuni impianti di trattamenti di acque reflue: a sinistra è schematizzato il processo di diluizione delle acque, mentre a destra un impianto di trattamento tramite fanghi attivi. Quest’ultimo caso riguarda un’azione biologica, di tipo aerobico, condotta mediante un’aerazione più o meno prolungata del refluo all’interno di un reattore in presenza di una popolazione microbica (biomassa): il refluo proveniente da eventuali pre-trattamenti (grigliatura, sedimentazione primaria, dissabbiatura, ecc.) è convogliato in vasca di aerazione che viene ossigenata tramite l’immissione di aria tramite un circuito pneumatico (valvole di regolazione) per favorire l’azione batterica.

Impieghi gravosi per trattamenti speciali: il trattamento di neutralizzazione delle acque

In certi casi è necessario impiegare o trattare sostanze chimiche molto corrosive, aggressive o movimentare acque di scarico con residui solidi oppure oleosi: in questi casi è necessario porre attenzione alla scelta dei materiali dei componenti, a cominciare dalle pompe centrifughe.

E’ il caso ad esempio di impianti che prevedono la neutralizzazione chimica di sostanze acide o alcaline: questo processo è impiegato nel trattamento acque in diversi settori industriali, nell’industria chimica, galvanica, tessile e metal-meccanica. Nell’impianto sottostante si evidenzia il processo di trattamento delle acque reflue di un’industria meccanica, in cui è necessario impiegare pompe centrifughe resistenti agli agenti chimici aggressivi (per esempio realizzate in PVDF, PP,PE o HD) e valvole particolari per la regolazione degli additivi.

trattamento acque industriali

Fig 3: Impianto di trattamento acque industriali

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PVC e altri polimeri plastici, l’importanza del riciclo

Tubazioni colorate in plastica PVC

Riciclare la plastica è indispensabile per ridurne l’impatto ambientale. A monte, però, è importante scegliere prodotti in plastica di qualità, che durino a lungo, per allungarne il ciclo di vita.

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Moda sostenibile con macchine tessili all’avanguardia

Modella che sfila su una passerella

L’industria della moda a livello globale è molto inquinante, perché nelle fabbriche tessili asiatiche, dove si producono la maggior parte dei vestiti che troviamo nei nostri negozi, i processi produttivi non sono sottoposti a controlli e non vengono adottati i processi di trattamento delle acque reflue obbligatori nel mondo occidentale.

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Pompe X -Class

Le nuove pompe X-Class si distinguono per un’alta qualità di fabbricazione e per un design innovativo.pompe in plastica x-class

La resistente scocca in metallo è rivestita internamente da materiale plastico che può essere scelto tra 7 diversi polimeri per garantire altissima resistenza a ogni genere di fluido, anche corrosivo.

Grazie alla loro solida costruzione, le pompe X-Class hanno un ciclo di vita significativamente più lungo rispetto alla media dei prodotti impiegati per le stesse applicazioni.

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Come scegliere una pompa

pompe Stubbe in PP, PVDF

Quando si sceglie una pompa per un impianto industriale è necessario tenere conto di alcuni dati di fondamentale importanza, relativi prima di tutto al liquido da convogliare, alle condizioni operative, al luogo dove la pompa verrà installata e alle caratteristiche del motore e soprattutto all’attività per la quale state comprando la pompa e al numero di ore di funzionamento previsto.

Scegliere il materiale della pompa in base al tipo di fluido da movimentare

La prima variabile da considerare nella scelta di una pompa è il fluido che deve essere movimentato: in base alle sue caratteristiche si sceglierà il materiale più adatto per la pompa. I liquidi corrosivi, per esempio, richiedono pompe in materiale plastico, che siano in grado di resistere all’aggressività del fluido.

Esistono diversi materiali plastici: per capire quale utilizzare bisogna accertarsi della compatibilità chimica valutando il tipo di fluido, la sua concentrazione, la temperatura operativa, la temperatura dell’ambiente e lo stato del liquido, che può essere pulito, oppure contenere delle particelle solide.

Per capire quale pompa scegliere è indispensabile conoscere portata, prevalenza e tipi di attacchi.

La portata si esprime in litri al minuto o metri cubi all’ora e indica la quantità di fluido che passa nella sezione della pompa nell’unità di tempo.

Ogni pompa serve per spostare un fluido ed è collegata a un tubo di aspirazione, dal quale il liquido entra, e da un tubo di mandata, dal quale il liquido esce.La prevalenza si esprime in metri e indica la differenza tra il livello del liquido d’aspirazione e quello di mandata.

È necessario anche avere ben chiaro dove si installerà la pompa, se all’esterno o all’interno, perché i componenti che non sono protetti dagli agenti atmosferici devono avere particolare resistenza.

In alcuni ambienti di lavoro, dove ci sono fluidi esplosivi, le pompe installate devono essere dotate di certificazione Atex.

Il tipo di pompa: centrifughe orizzontali, centrifughe verticali o  volumetriche ad eccentrico

Tutte le pompe servono per movimentare dei fluidi, ma si distinguono tre diversi tipi di pompe: a seconda dell’applicazione, della portata e delle condizioni previste di utilizzo. Si può scegliere tra:

1 – Pompe centrifughe orizzontali
2 – Pompe centrifughe verticali
3 – Pompe volumetriche ad eccentrico

Tipo di pompe

Applicazione

Centrifughe orizzontali per galvanica Centrifughe orizzontali per circuiti stampati Centrifughe orizzontali per trattamento acque di scarico Centrifughe orizzontali per circolazione acidi
Centrifughe orizzontali per apparecchiature ultrasoniche Centrifughe orizzontali per abbattimento fumi Centrifughe orizzontali per fertilizzanti Centrifughe orizzontali per diserbanti/pesticidi
Centrifughe orizzontali per idroculture Centrifughe orizzontali per anticalcare Centrifughe orizzontali per controllo del PH Centrifughe orizzontali acqua ionizzata
Centrifughe orizzontali per acqua di mare Centrifughe orizzontali per acqua potabile Centrifughe orizzontali per serbatoi Centrifughe orizzontali per soda caustica
Centrifughe orizzontali per fibre tessili Centrifughe orizzontali per oli e grassi Centrifughe orizzontali per detergenti Centrifughe orizzontali per coagulanti
Centrifughe orizzontali per acidi vari Centrifughe orizzontali per intermedi per cosmetica Centrifughe orizzontali per intermedi per medicinali Centrifughe orizzontali per cisterne
Centrifughe verticali per galvanica Centrifughe verticali per circuiti stampati Centrifughe verticali per trattamento acque di scarico Centrifughe verticali per abbattimento fumi
Centrifughe verticali per acqua di mare Centrifughe verticali per acqua potabile Pompe centrifughe verticali per purificazione aria Pompe centrifughe verticali per vasche aperte
Volumetriche ad eccentrico per fertilizzanti/pesticidi/diserbanti Volumetriche ad eccentrico per idrocolture Volumetriche ad eccentrico per anticalcare Volumetriche ad eccentrico per controllo del PH
Volumetriche ad eccentrico per latte di calce Volumetriche ad eccentrico per purificazione acqua Volumetriche ad eccentrico per soda caustica Volumetriche ad eccentrico per fibre tessili
Volumetriche ad eccentrico per oli e grassi Volumetriche ad eccentrico per detergenti Volumetriche ad eccentrico per coagulanti Volumetriche ad eccentrico per adesivi/collanti

 

Possiamo aiutarvi a scegliere il prodotto migliore per le vostre esigenze: contattateci e parlateci del vostro impianto e delle vostre necessità.

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Achema 2018: l’industria è in fiera a Francoforte

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Si terrà in Germania, a Francoforte, tra l’11 e il 15 giugno l’Achema, Forum mondiale dei processi industriali di trasformazione.

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Etichette incise

etichette incise pantografo

Per la sicurezza e per l’efficienza dei processi, negli impianti è fondamentale catalogare componenti e fluidi. Le nostre etichette sono completamente personalizzabili, sia nel supporto, sia nell’incisione.

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Orlandi&Orlandi e valvole ASV Stubbe

valvole a sfera pvc per impianto stampa di circuiti elettrici

L’azienda costruisce macchine per circuiti stampati personalizzate e destinate a durare nel tempo

Orlandi&Orlandi è una azienda familiare che in provincia di Como, a Turate, produce macchine per circuiti stampati. Oltre 40 anni fa, il signor Ivano ha incominciato l’attività realizzando grosse vasche in plastica per galvanica.

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Adeguamento dei prezzi

aumento asv stubbe 2017

A partire dal prossimo gennaio i prezzi dei nostri prodotti subiranno un aumento del 4% per adeguarsi alle variazioni dei costi.
Come sempre, fino a fine gennaio siamo a vostra disposizione per consentirvi di emettere ancora un ordine alle condizioni precedenti; il nostro team garantisce un’assistenza attenta, sia nella fase di scelta del prodotto, sia nel post-vendita.

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ASV Shop vince il primo premio per la sicurezza sul lavoro del concorso AIAS

Concorso sicurezza sul lavoro

 

ASV Shop l’ecommerce di ASV Stubbe ha vinto il primo premio al concorso fotografico di AIAS (Associazione Professionale Italiana Ambiente e Sicurezza) per la sicurezza con una foto che presenta le etichette per gli impianti industriali.

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Una stoffa fatta di funghi

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Se pensate che i nuovi tessuti siano fatti solo di filati sintetici ultratecnologici siete fuori strada: Myco Design Lab, nato da una collaborazione tra l’Università di Utrecht, Officina Corpuscoli e Mediamatic, ha realizzato un abito con una “stoffa” fatta di funghi, MycoTex.
La fibra che compone i funghi ha proprietà interessanti: è isolante, impermeabile, antimicrobica e addirittura fa bene alla pelle: caratteristiche perfette per un tessuto.

Le fibre dei funghi vengono fatte crescere in vasetti di forma circolare. Dopo due settimane il micelio viene raccolto e i dischi di funghi vengono quindi messi a macerare in un liquido. Per formare la stoffa, i dischi di fungo vengono poi disposti sopra a un manichino che permette di dare forma all’abito.
Si realizza così un abito unico, che ha anche il vantaggio di essere completamente biodegradabile. È un aspetto rilevante, visto che i rifiuti tessili soltanto nel nostro paese sono 25 mila tonnellate e solo il 12% viene recuperato e riciclato.

Un tessuto naturalmente antibatterico

L’ostacolo principale all’impiego di questo tessuto è il fatto che i funghi ispirino istintivamente disgusto. In realtà i miceti sono tutt’altro che insalubri; al contrario, hanno un potere antibatterico tale che il MycoTex potrebbe sostituire egregiamente le stoffe di nylon antimicrobiche. In questi tessuti tecnici le proprietà antibatterica è data da nanoparticelle d’argento incorporate nel filato.
Secondo alcuni studiosi, però, le nanoparticelle d’argento potrebbero risultare tossiche, mentre le fibre di fungo fanno bene alla pelle.
Il tessuto a base di miceti può essere impiegato per altri usi, per esempio in ambito ospedaliero o per la sanificazione di case con problemi di umidità.

Un altro ostacolo alla produzione industriale di questa stoffa sta nella particolarità della sua produzione: il MycoTex non si produce a partire da un filato, come tutti gli altri, ma utilizzando i dischi di miceti. Questo costituisce una novità assoluta, che nell’industria tessile rappresenta una complicazione perché i macchinari in uso sono pensati per lavorazioni a partire dal filo.

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Disincrostazione tubi: Edil 73 e ASV Stubbe insieme per un intervento di successo

Pompa disincrostante

Edil 73 di Genova ha usato la nostra pompa centrifuga orizzontale NM-200 trifase per una interessante applicazione in un palazzo storico dei primi del 900 nel cuore di Genova, in via Dante 1.

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Trattamento acque reflue nel tessile: il progetto Wasatex e le valvole ASV

Impianto tessile ecologico croazia Osijek

Il sistema, applicato per la prima volta a un impianto in Croazia, depura fino al 90% delle acque reflue per riutilizzarle nel ciclo di produzione industriale

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Sicurezza sul lavoro: i dati Inail per il 2015

Segnaletica di sicurezza sul lavoro

Sono stati pubblicati i dati Inail relativi al 2015: le denunce di infortuni per il 2015 sono state poco meno di 637mila, con una diminuzione di circa il 4% rispetto all’anno precedente, mentre le denunce per infortuni mortali (1246) sono aumentate dell’1,7%.

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Polimeri ispirati alle ossa con la biomimetica

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Un gruppo di docenti del Politecnico di Milano e di ingegneri del Mit di Boston si è ispirato alle ossa per realizzare dei nuovi materiali: si tratta di polimeri puri con funzionalità diversificate, ottenuti tramite stampa 3D.

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Carpe Koi: un laghetto con sistema di drenaggio fai da te

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Le carpe Koi sono una varietà giapponese di carpe che si distinguono per la colorazione vivace del loro manto. Vengono spesso ospitate in laghetti (pond) di particolare bellezza, realizzati ad arte per inserirsi armoniosamente in parchi e giardini.

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La connettività del futuro passa dalla finestra

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Invece di antenne e modem, il segnale wi-fi nel futuro potrebbe essere trasmesso dalle finestre di casa. Tre ricercatori pakistani del Politecnico di Milano con il loro progetto Sherpak hanno ideato delle finestre intelligenti

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C200 con foro di scarico: una piccola innovazione, grandi vantaggi

Valvola a sfera C200 con Foro di scarico nella sfera

La versatile valvola C200 esiste anche nella variante con sfera interna dotata di foro per la fuoriuscita del liquido residuo. Questa piccola innovazione tecnica garantisce grandi vantaggi. Il foro praticato nella sfera interna evita che quando la valvola viene chiusa si creino al suo interno dei depositi di liquido.

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Achema 2016: la fiera della chimica a Pechino dal 9 al 12 maggio

AchemAsia 2016

Quest’anno Achema, la fiera di riferimento per ingegneri chimici e industria di processo, si terrà a Pechino tra il 9 e il 12 maggio.
Il cuore di Achema è l’ingegneria chimica: Achema è la maggiore esposizione a livello mondiale per pompe, compressori e valvole.

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Eco-imballaggi, una svolta possibile

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La gran parte dei rifiuti è composta da imballaggi: per rendercene conto basta osservare la pattumiera di casa. Se invece di essere fatti in plastica gli imballaggi fossero biodegradabili, la situazione cambierebbe drasticamente. Oggi scienziati e designer si stanno adoperando per trovare un’alternativa intelligente e funzionale ai contenitori in plastica.
Uno studio di design giapponese ha vinto il Lexus Design Award al Design Week di Milano con un contenitore realizzato a partire dalle alghe, Agar Plasticity. Il materiale è realizzato con una sostanza gelatinosa (l’agar, appunto) ricavata da alghe comuni come le alghe rosse, ed è biodegradabile e commestibile.
Il materiale non viene ancora prodotto su scala industriale, ma è stato testato dai tre ragazzi giapponesi che l’hanno realizzato: i designer hanno spedito una bottiglia di profumo in un imballo di agar da Tokyo a Milano e tutto è andato per il meglio.
Spesso le bioplastiche non riescono ad avere tutte le caratteristiche che rendono la plastica comune così pratica e versatile. Gli scienziati della Tuskegee University, in Alabama, hanno cercato di rendere la bioplastica che avevano creato più resistente e ci sono riusciti aggiungendo piccole quantità di guscio d’uovo.
La bioplastica prodotta dagli scienziati americani è composta al 70% da polybutyrate adipato tereftalato (PBAT), che deriva dal petrolio, e dal 30% di acido polilattico (PLA), un polimero derivato dal mais. La miscela comincia a decomporsi nel terreno dopo tre mesi.
Per rendere il materiale anche resistente, gli scienziati hanno aggiunto alla miscela delle nanoparticelle partendo da gusci d’uovo ridotti a schegge, lavati e macinati con del glicole al polipropilene e poi esposti a onde ultrasoniche che hanno rotto i frammenti in piccolissime particelle. Grazie ai gusci d’uovo, il polimero è diventato più flessibile del 700% rispetto alle altre miscele bioplastiche e questo l’ha reso particolarmente adatto agli imballaggi.
(Fonte: www.ingegneri.info; www.rinnovabili.it)

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Rischio chimico: le schede di sicurezza

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Il settore della chimica è oggi uno dei più sicuri dove lavorare perché, essendoci molti potenziali pericoli, la normativa che lo riguarda è molto restrittiva.

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Cause ed effetti delle vibrazioni nelle pompe centrifughe

ASV max pompe centrifughe in plastica

È normale che quando una pompa è in funzione ci siano delle vibrazioni, ma bisogna essere in grado di capire quando il loro livello esce dalla normalità per diventare problematico.

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Birra FORST : tra tradizione e innovazione

Valvole a membrana impianti di lavaggio CIP birra Forst

Birra FORST è stata fondata nel 1857 da due imprenditori di Merano in una vallata tra le montagne, vicino a una sorgente d’acqua, a Foresta (Forst, in tedesco). Oggi Forst è diventata una delle più importanti aziende birraie italiane, con una produzione annua di 700.000 hl e oltre 400 dipendenti, ma la sua filosofia è rimasta invariata: qualità superiore, rispetto per la natura e tecnologie all’avanguardia.

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Legno, il materiale del futuro?

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Si parla molto di nuovi materiali, tecnologici, innovativi e avveniristici, ma grandi novità potrebbero arrivare da un materiale vecchio come il mondo, il legno, che non a caso il famoso architetto Matteo Thun ha proclamato “materiale del XXI secolo”.

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La lunga storia della chimica

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Federchimica, nata nel 1916 come Associazione nazionale dell’Industria Chimica, festeggia i suoi 100 anni; oggi raggruppa oltre 1400 imprese dell’Industria chimica per un totale di quasi 90.000 addetti.
La storia della chimica è appassionante e si intreccia con la storia dell’umanità: chimici ante litteram sono stati gli alchimisti, che nel Medioevo cercano la pietra filosofale che trasformi i metalli vili in oro, mentre nel Rinascimento, con Paracelso, applicano le loro conoscenze al corpo umano e alla cura delle malattie.

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Benessere organizzativo e sicurezza sul lavoro, investimenti vincenti

Simbologia GHS per rischio chimico

Il benessere organizzativo è la capacità di un’azienda di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori.
È un tema importante: l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute non soltanto come assenza di malattia, ma come stato di benessere fisico, mentale e sociale.

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Nuovi materiali: l’aerogel di cellulosa

Aerogel

L’aerogel di cellulosa è un materiale innovativo che si ricava dalla carta straccia. L’hanno scoperto i ricercatori di ingegneria della National University di Singapore.

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La sanificazione delle piscine termali: attualità e prospettive future

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Nell’acqua proliferano naturalmente microorganismi anche patogeni: per questo nelle piscine la sanificazione è un passaggio di fondamentale importanza. Se nel caso delle piscine convenzionali è facile disinfettare le acque con sostanze chimiche come il cloro o il bromo, quando si tratta di sorgenti termali la situazione è molto diversa.

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Cosmetica e chimica: una storia in evoluzione

Cosmetica Cipria

La storia della cosmesi è vecchia come il mondo, ma un tempo le conoscenze non erano avanzate come oggi e per confezionare i cosmetici venivano utilizzati anche ingredienti nocivi, o addirittura velenosi.

La moda dell’epoca vittoriana prevedeva che le donne dell’alta società avessero un incarnato pallido e diafano per distinguersi dalle persone del popolo, che lavorando all’aperto si abbronzavano; la cipria era perciò un indispensabile alleato di bellezza, ma purtroppo conteneva piombo, un elemento che ha effetti gravi sul nostro sistema nervoso.

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A Prato il tessile si fa green

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Venti aziende del distretto tessile di Prato, il più grande d’Europa, hanno aderito alla campagna Detox di Greenpeace, che chiede ai marchi della moda di impegnarsi per eliminare le sostanze chimiche pericolose entro il 2020. Tra i firmatari ci sono i gruppi Miroglio, Inditex, Valentino, H&M. Il distretto di Prato produce capi per i nomi più noti della moda internazionale e rappresenta il 3% della produzione tessile europea, per una somma di 2,5 miliardi di euro. Lo standard green, che riguarderà l’intera filiera produttiva, interessa più di 13 mila tonnellate di filati prodotti ogni anno.

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La chimica fine trascina la ripresa della chimica italiana

Industria farmaceutica

Secondo il rapporto di Federchimica dello scorso dicembre la domanda interna in crescita sta determinando una ripresa del settore della chimica nel nostro paese. L’export è in forte espansione (+4,5% in volume) e la domanda interna è cresciuta dell’1,2%. Se l’andamento verrà confermato, in Italia la produzione potrebbe consolidarsi all’1,4%, ma non è facile fare previsioni per il 2016 perché molto dipende anche dalla crescita dei paesi emergenti; l’incertezza generale, inoltre, trattiene le aziende dal fare scorte, dando un andamento più cauto alla ripresa.

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I materiali che hanno cambiato la storia

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Nel corso della storia dell’uomo l’uso di metalli nuovi e diversi ha permesso l’evoluzione della nostra civiltà. Nella preistoria, dopo l’Età delle pietra, l’uomo cominciò a costruire i suoi utensili col metallo: prima di tutto il Rame, poi il Bronzo (dal 3500 al 1200 a.C.), quindi il Ferro (fino al primo millennio a.C.). L’uso dei metalli ha avuto conseguenze importanti, non solo perché con i nuovi metalli si producevano utensili più sofisticati e si accrescevano le abilità manuali e di progettazione dei nostri antenati, ma anche perché per cercare i metalli gli uomini si misero in viaggio verso terre nuove.

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La chimica nella vita di tutti i giorni: il bicarbonato

Bicarbonato

Il Bicarbonato di Sodio (NaHCO3: in realtà non si tratta di un “bi” carbonato di Sodio) è un sale di sodio dell’acido carbonico che esiste in natura, ma può anche essere prodotto in laboratorio: ammoniaca, anidride carbonica e cloruro di sodio reagiscono andando a formare cloruro di ammonio e bicarbonato di sodio. La formula chimica per realizzarlo fu inventata nel 1863 da Ernest Solvay, fondatore dell’omonima azienda. Bicarbonato e soda (sostanza affine al bicarbonato) venivano usati già nell’antichità, quando erano ricavati dalle ceneri delle piante. Alla fine del 18° secolo si trovò il modo di ottenere soda artificialmente, ma la lavorazione produceva scarti altamente tossici. Le cose cambiarono proprio col metodo ideato da Solvay, più economico, ecologico e privo di scarti tossici

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Etichettatura e trasporto delle sostanze chimiche

Simbologia GHS

Le sostanze chimiche sono naturalmente portate a legarsi tra loro o agli elementi presenti nell’ambiente dando vita a reazioni chimiche che quando non sono controllate possono essere molto pericolose. Ci sono sostanze esplosive, sostanze velenose o ustionanti; alcune possono prendere fuoco, altre inquinare l’ambiente. È fondamentale che chi le manipola sia informato sui rischi che possono essere connessi al loro utilizzo e a questo scopo, per legge, sui contenitori di queste sostanze devono essere apposte delle etichette con pittogrammi condivisi a livello internazionale.

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Che cos’è la chimica verde

Chimica Verde

Ci sono espressioni ormai entrate nell’uso comune, delle quali molti, però, ignorano il significato preciso. È il caso della “chimica verde”, che non è un settore della chimica, ma piuttosto un modo di fare chimica che mantiene alto il livello d’attenzione sull’ambiente. Anche nella chimica si è affermata la crescente sensibilità ambientale che ormai permea in modo trasversale tutti i settori, anche perché si è arrivati alla conclusione che utilizzare alcune sostanze molto inquinanti non conviene né dal punto di vista ambientale, né da quello economico perché lo smaltimento dei rifiuti diventa troppo costoso. Nella chimica bisogna prestare attenzione non solo al tipo di sostanze impiegate, ma anche alla gestione dei processi.

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Una piscina tra le nuvole

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L’architettura contemporanea mira a costruire anche nelle metropoli case dotate dei benefit di chi vive nel verde, aggiungendo spesso un po’ di spettacolarità. È così che sono nati i giardini verticali, che crescono sui muri per garantire vegetazione e ossigeno anche quando manca lo spazio per coltivare a terra. Nei nuovi edifici dell’Embassy Gardens di Londra si andrà oltre: è in previsione la costruzione di una spettacolare “piscina-ponte” che unirà due palazzi vicini all’altezza del decimo piano.

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Nuovi elementi nella tavola periodica

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La tavola periodica, creata nel 1869 dal chimico Mendeleev per raccogliere tutti gli elementi noti, si è recentemente arricchita di 4 nuove entrate, andate a occupare gli spazi ancora vuoti nella settima riga della tabella. Si tratta di ununtrio (numero atomico 113), ununpentio (115), ununseptio (117), ununoctio (118). Gli elementi sono stati ottenuti i laboratorio: l’elemento 113 è stato creato da ricercatori giapponesi ormai 12 anni fa, gli elementi 115 e 117 da una collaborazione tra russi e californiani, mentre il 118, che è il più pesante mai realizzato, dai russi. I nuovi elementi sono stati ammessi nella tavola dalla Unione internazionale di chimica pura e applicata (Iupac), che ora invita i ricercatori che li hanno prodotti a trovare loro dei nomi meno asettici, lasciandosi ispirare, come è d’uso, dai nomi degli scopritori, da personaggi mitologici o dalle proprietà degli elementi.

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L’albero di Natale chimico

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Un’idea per un albero di Natale davvero originale viene dall’associazione californiana American Chemistry Society: ricercatori e professori hanno addobbato il classico abete con delle decorazioni molto speciali, che riproducono la struttura chimica dei composti più diversi. Si ottengono combinando piccole palline di vari colori, che rappresentano gli atomi, con dei bastoncini che riproducono i legami chimici. Ne risultano forme di tutti i tipi: ci sono decorazioni piccole e armoniose, come l’Arsolo (C4H5As), simmetrico e festoso come un fiocco di neve, o l’Anidride carbonica (CO2), che con la sua forma semplice ricorda un giocattolo per lattanti, come anche il Fosforo Bianco (P4). Semplice ed elegante è anche la forma dell’Ammoniaca (NH3), e naturalmente quella dell’ossigeno (O2).

Le sostanze composte da più molecole, invece, danno origine a decorazioni molto complesse e spesso asimmetriche: è il caso dell’Adrenalina (C9H13 NO3), davvero elaborata, del Trinitrotoluene (TNT) (C7H5N3O6), esteso e complesso, o dell’adamantano (C10H16) e dell’Alpha Pinene, che ha la stessa formula dell’adamantano e dà alle conifere il loro profumo caratteristico.

Ci sono poi forme davvero buffe, come il Propano (C3H8), che secondo il ricercatore che ha costruito il modellino della struttura è simile a un cane.

 

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Il Natale, la chimica e i 5 sensi

albero natalizio elementare della chimica

Ci sono odori, sapori, suoni e immagini tipici del Natale; li possiamo indagare con l’aiuto della chimica.

L’albero addobbato di luci e decorazioni è simbolo del Natale, e il suo profumo ci porta immediatamente in clima natalizio. Il profumo dell’abete è in effetti molto caratteristico: nella resina delle conifere ci sono idrocarburi terpenici, in particolare monoterpeni composti da due blocchi di isoprene. Si tratta di un derivato della trementina, che non a caso ha un odore che ricorda un po’ quello dei pini. L’olio di pino contiene due monoterpeni, l’α-pinene e il β-pinene, che sono entrambi liquidi a temperatura ambiente. Il profumo del Natale va ricondotto a queste due sostanze e all’acetato di bornile (C12 H20 O2).

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La sicurezza nei luoghi di lavoro: apparecchiature sicure e segnaletica

Segnaletica aziendale

La sicurezza sul lavoro è un elemento imprescindibile in una società evoluta: introdurre normative chiare per l’organizzazione dei luoghi di lavoro è stato un passo fondamentale per tutelare le persone. In Italia a regolamentare la situazione è il Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro, del 2008, che stabilisce che sui posti di lavoro è necessario che venga fatta una seria indagine dei fattori di rischio, che si provveda a contenerli e che si tenga costantemente sotto controllo la situazione.

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Il mondo della segnaletica

Segnaletica aziendale

Viviamo in un mondo mappato da segnali che ci permettono di muoverci con agilità e sicurezza e diamo ormai per scontata questa rete orientata che ci circonda. Senza le indicazioni ci muoveremmo come Alice nel Paese delle Meraviglie, in uno spazio indefinito e indecifrabile dove ogni scelta può portarci a esiti imprevedibili.

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Italia paese del sole: energie rinnovabili e politica

energie rinnovabili

Spinti da una sensibilità ambientale ormai diffusa e dal progressivo esaurimento delle risorse fossili, molti paesi puntano sulle energie alternative: gli Usa investono sempre di più, la Cina è diventata il più grande produttore mondiale di energie rinnovabili e Germania e Danimarca si propongono di arrivare al 100% di energia rinnovabile entro il 2050. In Germania le rinnovabili hanno già doppiato l’energia nucleare, e nel 2015 copriranno il 33% del fabbisogni nazionale.

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La nuova plastica viene dai fiori

estrazione plastica cardo

In futuro non solo l’energia, ma anche materiali adatti a sostituire la plastica potrebbero essere prodotti a partire da rifiuti e materie biologiche come canna da zucchero, mais, grano e colza.
Una delle sfide più ambiziose della chimica verde è quella di ottenere bioplastiche a partire da piante che non richiedono irrigazione né pesticidi per estrarre oli vegetali dai quali.

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Etichettatura e sicurezza sul lavoro

Sicurezza aziendale nastro

La storia delle etichette è vecchia quanto il mondo: fin da tempi antichissimi l’uomo ha contrassegnato i contenitori che utilizzava per poterne riconoscere il contenuto, ad esempio siglando gli otri per il vino con incisioni che indicavano data e luogo d’origine.

Oggi l’etichettatura riguarda ogni genere di prodotto in commercio ed è rigidamente regolamentata a livello europeo per tutelare i consumatori.

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Il biometano della Bicocca, pulito ed economico

bio metano

I ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca hanno sviluppato la tecnologia Smart upgrading, che permette di ricavare biometano dai rifiuti organici a basso costo. Il biogas ottenuto dalla fermentazione dei rifiuti viene sottoposto a “lavaggio” e ripulito dalle impurità fino ad ottenere un prodotto di qualità analoga, se non superiore, a quello che importiamo dall’est Europa.

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Acqua potabile grazie a legno e batteri

Acqua Filtro in Legno

Nel mondo 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, perlopiù nell’Africa Sub-sahariana e nel sudest asiatico, e 2,6 milioni sono privi dei servizi igienici di base. Purificare le acque significa renderle limpide, prive di odori e di torbidità, ma soprattutto ripulirle dagli agenti patogeni pericolosi per la salute.

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Nylon e collant: una rivoluzione per le donne… e per l’industria tessile

Seta industria tessile

Fino agli inizi del ‘900 abiti e tessuti erano fatti solo ed esclusivamente di fibre naturali, poi, come in altri settori, si cercarono dei sostituti artificiali più economici. Nel 1883 un chimico francese, il conte Bernigaud de Chardonnet, brevettò la viscosa col nome di “seta artificiale”: osservata al microscopio la struttura della seta, la riprodusse artificialmente partendo da materiali naturali come la cellulosa, trattati con sostanze chimiche.

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Energia: dal petrolio all’idrogeno

Elettrolisi per idrogeno

Nel 1948 nasce in Italia l’Unione Petrolifera, che si occuperà dei rifornimenti energetici necessari al paese per la ripresa dopo il periodo della guerra. È il momento del miracolo economico e il paese continua a crescere fino a quando, alla fine degli anni 60, la politica internazionale porta a una crisi energetica globale, che verrà gestita negli anni successivi con una riorganizzazione degli approvvigionamenti.

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Industria petrolifera italiana e ambiente: un buon rapporto

Impianto Offshore Italia

L’industria petrolifera è costantemente nel mirino degli ambientalisti: all’estrazione dell’oro nero sono stati collegati guai ambientali di vario genere, e periodicamente accadono disastri petroliferi che con la dispersione del petrolio in natura provocano enormi danni.

Tanta attenzione ha però spinto l’industria petrolifera, se non altro in Europa, a seguire regole ben precise per controllare i processi e minimizzare i rischi. Secondo il Rapporto Ambientale 2013 di Assomineraria, che riunisce le imprese italiane che lavorano alla ricerca e all’estrazione di minerali e petrolio, l’industria petrolifera nel nostro paese lavora nel rispetto dell’ambiente.

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Biocarburanti: verrà dalle alghe il petrolio del futuro?

biocarburanti da alghe

Il biocarburante più utilizzato a livello mondiale è il bioetanolo, che si ottiene facendo fermentare sostanze vegetali contenenti zuccheri. Da cereali, patate, topinambur o altri vegetali vengono estratti gli zuccheri che poi a contatto con lieviti e microorganismi fermentano producendo etanolo.

Il biodiesel si ottiene invece da oli vegetali (soprattutto di colza e di soia), oli alimentari esausti rigenerati e anche da grassi alimentari non utilizzabili altrimenti. Nella produzione si ottiene come materiale di scarto il glicerolo, che viene raffinato e poi rivenduto all’industria chimica per produrre saponi, creme, prodotti farmaceutici ed esplosivi. Sono allo studio impieghi alternativi di questa sostanza: nei laboratori dell’ENEA (Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica) è stato sviluppato un processo che trasforma il glicerolo in idrogeno ed etanolo, e ora si sta cercando di capire come rendere economicamente conveniente la scoperta.

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Le vernici, prodotti complessi

Vernici

Le vernici sono note già dall’antico Egitto, dove per dipingere gli oggetti erano impiegate miscele di olio di lino e pigmenti colorati. Solo nel 1800 alla base d’olio vennero aggiunte altre sostanze in grado di migliorare la presa o la velocità di asciugatura. Le prime vernici chimiche arrivano soltanto nel 1900, all’inizio si tratta di resine fenoliche, che si evolvono nel tempo e hanno una svolta negli anni 30 con l’utilizzo delle resine alchidiche, che negli anni 70 hanno ceduto il passo alle resine acriliche. Oggi si può scegliere tra prodotti molto diversi tra loro, in grado di offrire ogni genere di risultati. Le vernici sono comunque prodotti complessi, che oltre a resine di tipo diverso a seconda della formula contengono altre sostanze.

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La sicurezza in laboratorio: come trattare i prodotti chimici

laboratorio

All’interno dei laboratori si impiegano prodotti chimici potenzialmente molto pericolosi. I reagenti, per esempio, sono sostanze indispensabili perché si svolgano determinate reazioni chimiche: tra i più usati ci sono l’acetone, utilizzato come solvente, l’alcool, molto infiammabile, e l’acido cloridrico, che è tra le sostanze più corrosive esistenti. Oltre a maneggiare con la massima cura le sostanze pericolose in sé, bisogna poi considerare che anche sostanze che prese da sole sono innocue, combinate tra loro possono dare origine a composti pericolosi. È il caso dell’acetone combinato con acido solforico o dell’acido nitrico, incompatibile tra l’altro con acido acetico, canfora, glicerolo e alcol.

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Valvole di fine linea a farfalla (DN 65/600)

Valvole di fine linea a farfalla dal dn 65-600Le nostre valvole di fine linea a farfalla in PVC, PP e PVDF sono particolarmente utili per velocizzare le operazioni di riempimento e svuotamento dei serbatoi. Se installate alla fine di una linea, permettono infatti di collegare agevolmente i tubi flessibili impiegati per trasferire i liquidi.

Le nostre valvole di fine linea evitano qualsiasi perdita e consentono un significativo risparmio di tempo e di energie; possono essere installate senza difficoltà anche su di un impianto già esistente.

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I siliconi: molto più di una colla

Le colle sono conosciute all’uomo fin dall’antico Egitto. All’inizio derivavano da materiali organici, e anche in tempi piuttosto recenti i collanti venivano ottenuti dalla farina o dalla gomma arabica. Oggi però sono diffuse soprattutto le colle sintetiche, come i cianoacrilati (CA), le colle viniliche o le colle siliconiche. Nell’edilizia, dove i collanti servono per unire cose tra loro, per fissare oggetti ad altri e anche per sigillare spazi vuoti, i siliconi sono molto utilizzati perché, per cominciare, aderiscono molto bene non solo al legno e al metallo, ma anche al calcestruzzo e alle pareti in muratura.

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Le mille declinazioni della gomma

Gomma industriale

La gomma naturale, estratta da alberi tropicali, era nota già agli indigeni americani ai tempi della scoperta dell’America; i conquistadores Spagnoli nel 1600 impararono a usare il caucciù come impermeabilizzante dalle popolazioni locali. Caratterizzata da grande elasticità, la gomma naturale è però molto sensibile alle variazioni di temperatura.

Per stabilizzarla, in modo che dopo essersi modificata torni alla sua forma originaria, la gomma deve essere vulcanizzata, aggiungendo ad esempio zolfo. Lo fece per la prima volta il famoso Goodyear nel 1835, dando inizio alla lavorazione industriale della gomma.

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Automobili: detergenti evoluti per materiali innovativi

Per noi italiani l’automobile è un oggetto del desiderio e alla cura del proprio mezzo molti dedicano tempo e attenzione senza riserve. Se alcuni oggetti o materiali possono essere puliti con buoni risultati anche utilizzando prodotti naturali, come sapone, aceto o bicarbonato, questo non vale per la pulizia e la manutenzione delle auto: solo i prodotti chimici ci permettono di mantenerla sempre come nuova o quasi.

Questo anche perché oggi le auto vengono realizzate con materiali e vernici molto sofisticate. La parte esterna dell’auto, la carrozzeria, prende il suo nome dalle carrozze trainate da cavalli con le quali ci si spostava prima dell’arrivo del motore a scoppio. Solo il nome, però, è rimasto simili ai mezzi di trasporto di un tempo, e nel corso degli anni anche i materiali e le vernici hanno subito una evoluzione che li ha resi sempre più resistenti agli agenti atmosferici e all’inquinamento.

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L’Europa contro l’inquinamento delle acque

Sulla terra si trova circa un miliardo e mezzo di metri cubi di acqua: solo il 3% è acqua dolce, il resto è acqua di mare. L’attività dell’uomo spesso inquina le riserve di acqua perché si trascura il fondamentale processo di depurazione: a inquinare sono gli scarichi delle città, l’attività delle industrie, e anche i fertilizzanti usati in agricoltura. Le sostanze chimiche nocive che si accumulano nel suolo spesso si combinano tra loro a produrre composti ancora più dannosi. Anche il mare è inquinato, non solo a causa dei residui tossici che arrivano da terra, ma anche per le petroliere che possono rilasciare idrocarburi nelle acque.

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